29 Dic Costa Rica
COSTA RICA
670 km 6500 dsl+
Novembre 2025
La Costa Rica forse non è la prima destinazione che affiora alla mente quando si pensa a un viaggio in bikepacking. Eppure, quel giorno in cui Adriano ha condiviso l’idea della meta 2025, la curiosità è diventata entusiasmo, l’entusiasmo è diventato possibilità.

Cercavamo una meta che non fosse solo un tracciato da percorrere in sella: volevamo un’esperienza che continuasse anche una volta scesi dalla bici. Un luogo capace anche di regalarci il sapore di un viaggio con mare, natura ed esplorazione
È un paese sicuro, dove le persone ti accolgono con un sorriso, l’acqua è potabile quasi ovunque e l’infrastruttura turistica è così ben organizzata da rendere il viaggio semplice, anche quando ti muovi su due ruote cariche di borse. Novembre, come ormai accade da qualche anno, è quel momento dell’anno in cui gli impegni si incastrano alla perfezione e lasciano spazio alla partenza. Dopo la Scozia, l’Istria, il Ruanda e il Marocco, eccoci di nuovo pronti a salire su un aereo. Destinazione: San José.

La Costa Rica è celebre per la sua biodiversità e per la stabilità politica che la rende un’oasi tranquilla nel cuore dell’America Centrale. Ma oltre al volto che tutti conoscono, è anche una terra che sembra fatta apposta per il bikepacking. Certo, le sue spiagge baciate dal sole, le onde perfette per il surf e i sentieri immersi nella foresta pluviale non sono certo un segreto per i gringo: ogni inverno migliaia di turisti americani scappano dal freddo per rifugiarsi in questo paradiso verde.

Eppure, la bici offre una prospettiva diversa. Dove le orde di visitatori si fermano, il bikepacking continua. La Costa Rica in sella si rivela in tutta la sua autenticità: selvaggia e incontaminata

Una parte del divertimento dei nostri viaggi in bikepacking sta proprio nel lasciare spazio all’improvvisazione, nel decidere le cose sul momento, seguendo l’istinto più che un programma rigido. L’idea di partenza, comunque, era semplice: lasciare San José puntando verso Puntarenas, imbarcarci sul traghetto e raggiungere Paquera.

Da quel punto in avanti, il percorso sale verso nord attraversando una campagna umida e rurale, immerso nella foresta tropicale tra strisce di spiaggia battuta che si aprono all’improvviso e attraversamenti e guadi da affrontare con la bici in spalla più volte al giorno.


Questa è la penisola di Nicoya, un luogo speciale. È stata riconosciuta come una delle famose Zone Blu del mondo, dove si concentra un numero alto di centenari. Una terra in cui il tempo scorre più lentamente — o forse semplicemente meglio.ù

Il percorso incrocia anche alcune città più turistiche, come Sámara, Santa Teresa e Tamarindo, piccoli nuclei dove il flusso dei viaggiatori aumenta e la tranquillità lascia spazio a un’energia più vivace. Ma sono solo parentesi: per la maggior parte del tempo, la strada corre lontana dai luoghi affollati, regalando lunghi tratti in cui la natura è padrona assoluta. Non è un percorso semplice. Le strade sconnesse, le pendenze brutali e l’umidità che avvolge tutto rendono questo percorso duro. Qui non si fanno facilmente “centoni” quotidiani, qui ogni chilometro si conquista. Le sterrate della costa di Nicoya sono famose per essere ruvide e non proprio scorrevoli, ma la possibilità di concludere la giornata su una delle numerose spiagge mentre il sole tramonta dietro il Pacifico è stato uno dei motivi principali per cui abbiamo scelto la Costa Rica.



Abbiamo pedalato per giorni con un’umidità talmente intensa da togliere il respiro. E spesso, senza alcun preavviso, il cielo si apriva: pedalavi sotto un caldo sole e, un attimo dopo, una goccia enorme ti colpiva in un occhio. Alzavi lo sguardo e capivi che era già troppo tardi. Raggiunto Tamarindo, celebre per i suoi spot da surf, abbiamo deciso di fermarci un giorno. Le onde qui sono affidabili e, sebbene più al largo diventano più violente, vicino alla riva si infrangono morbide e regolari: perfette sia per surfisti esperti che per principianti. Lungo la spiaggia, le capanne di legno offrono noleggi e lezioni, ed è stato impossibile resistere alla tentazione di provare. Il giorno seguente abbiamo preso un taxi-navetta per raggiungere le rive del lago Arenal: la strada che collega Tamarindo al lago non è sicura da percorrere in bici a causa del traffico soprattutto pesante.


Attorno al lago, invece, le vie scorrono tranquille, piacevoli da pedalare, con lo skyline dominato dall’imponente sagoma triangolare del vulcano Arenal fino alla cittadina di La Fortuna.


Arrivati alla Ruta Nacional 4, l’atmosfera è cambiata: per alcuni chilometri il traffico si è fatto intenso, quasi stonasse con la calma a cui ci eravamo abituati. Ma non c’erano alternative: quella era l’unica via per raggiungere La Pavona, punto d’imbarco verso un mondo completamente diverso. Da lì partono le lanchas che, per 18 chilometri, si insinuano nella giungla. Il fiume si restringe, la vegetazione si chiude intorno come una cattedrale verde. Così si entra nel Parque Nacional Tortuguero: navigando, lasciandosi inghiottire dalla foresta.

Tortuguero è uno dei parchi più ricchi di biodiversità della Costa Rica. È quasi isolato dal resto del paese: il Mar dei Caraibi lo protegge a est, il confine con il Nicaragua a nord e l’impenetrabile foresta pluviale a ovest. Per questo motivo è raggiungibile solo via fiume o in aereo, atterrando su una piccola radura nella giungla

Eppure, forse proprio per questo fascino remoto, è uno dei parchi più visitati. Ricoperto quasi interamente da foresta pluviale, Tortuguero ospita migliaia di specie di uccelli, rettili e altri animali. In spagnolo, tortuguero significa “tartaruga”: la sua spiaggia protetta è infatti uno dei luoghi più spettacolari al mondo per osservare la nidificazione.


Abbiamo trascorso due notti nel villaggio e organizzato un’uscita in kayak lungo i canali della giungla. La nostra guida, con grande abilità, ci indicava scimmie mimetizzate tra i rami, caimani immobili nell’acqua, tucani e uccelli dai colori impossibili. Noi, seduti nei nostri kayak, giravamo la testa da ogni parte cercando di catturare ogni frammento di quella foresta brulicante di vita. È stato magnifico. Costa Rica Pura Vida ovvero “un sacco di vita”: in due parole c’è tutto lo stile di vita del paese… E più lo ripeti (perché le occasioni per dirlo sono molte al giorno) più te ne convinci….COSTA RICA Pura Vida siempre con nosotros
